L’eccellenza diagnostica inizia con una sorveglianza continua

Di che cosa parla l’articolo

Gli errori diagnostici rappresentano un problema importante legato alla qualità ed alla sicurezza dell’assistenza sanitaria. Nella rivista ‘Annals for Hospitalists’, Zwaan e Singh hanno spiegato come gli errori di diagnosi possano derivare da una combinazione di fattori legati al sistema e di aspetti di tipo cognitivo. Il miglioramento dei sistemi richiede spesso anni per realizzarsi, ma il miglioramento cognitivo può iniziare oggi stesso.

I punti principali

In che modo i medici motivati possono iniziare a migliorare le loro prestazioni diagnostiche?
ATTRAVERSO UN PROGRAMMA DI TRAINING MENTALE
Ogni modello di miglioramento delle prestazioni si basa sul feedback, ma quando si tratta di prestazioni diagnostiche, gli ospedalieri non ricevono un feedback. C’è un feedback sulla fatturazione; un altro sulla durata della degenza, ma non ci sono sistemi per avere un feedback per la misura più importante di tutti: una corretta diagnosi.
Tempo, tecnologia e psicologia creano tutti delle barriere allo sviluppo di un programma di training mentale che tenga traccia delle diagnosi fatte e degli outcome.
La più grande sfida che emerge dal rilevamento degli outcome diagnostici è come migliorare piuttosto che avere una reazione emotiva. Quando vengo a sapere che a un paziente a cui avevo diagnosticato un’emicrania è ritornato il giorno dopo con un’emorragia subaracnoidea correttamente diagnosticata da un mio collega, c’è un rischio sostanziale che io possa reagire in modo esagerato e iniziare a prescrivere più TAC ai pazienti con il mal di testa nel prossimo futuro. C’è un’analoga possibilità di sottovalutare ed attribuire l’errore diagnostico alla storia tortuosa del paziente, a quanto eravamo impegnati nel reparto quel giorno o a qualsiasi altra cosa diversa dal mio sistema di giudizio. Entrambe le reazioni non danno un’adeguata importanza a ciò che è lo scopo del feedback ossia di analizzare le prestazioni e rafforzare ciò che è stato fatto bene mentre, allo stesso tempo, cercare almeno una cosa che avrei potuto fare meglio.
Quando riflettiamo in privato senza il contributo di un insegnante, di un collega o della letteratura, corriamo il rischio di sostituire la domanda difficile (‘è stata una buona decisione?’) con la domanda facile (‘c’è stato un buon outcome?’). Le conversazioni possono aiutare a mantenere l’attenzione sulla prima domanda.

Perché è importante

Non c’è nessun limite a quanta saggezza un medico può acquisire, ma la saggezza non deriva solo dall’esperienza.
Nel 1905, William Osler disse ai suoi studenti di creare un diario dei pazienti e di iniziare presto a classificarli in 3 categorie: i casi semplici, i casi dubbi e gli errori. Disse, inoltre, ai suoi studenti di essere onesti, senza autoingannarsi e senza nascondersi dalla verità; avere misericordia e considerazione per l’altro ma non per sé stessi dove, invece, bisogna mantenere una sorveglianza continua.
È soltanto classificando i tuoi casi in questo modo che puoi fare un vero progresso nella tua istruzione post-laurea.
Solo in questo modo potrai ottenere la saggezza con l’esperienza.

ABSTRACT