Le falle organizzative rilevate dagli infermieri in prima linea

Lo studio pubblicato in questo articolo rappresenta il primo, condotto su vasta scala, in cui vengono arruolati degli infermieri nel rilevamento, in tempo reale, delle falle organizzative che distolgono l’attenzione dalle cure primarie.

I ricercatori che hanno studiato l’interazione tra il lavoro dell’infermiere e le falle organizzative, hanno rilevato che i problemi legati al sistema ostacolano le prestazioni e la cura dei pazienti ed hanno implicazioni sulla qualità, sulla sicurezza e sui costi delle cure stesse.

Ad esempio, il meccanismo interno di approvvigionamento e distribuzione dei farmaci è un’operazione organizzativa particolarmente complessa. Il meccanismo inizia con una prescrizione e termina con la somministrazione della terapia al paziente. Ogni ‘guasto’ lungo la catena, come un errore di prescrizione, la consegna del farmaco sbagliato, la via di somministrazione o la dose sbagliata, la consegna del farmaco in ritardo, porta ad una falla organizzativa che può avere un impatto negativo sulla cura del paziente, come, ad esempio, la mancata o ritardata somministrazione della dose del farmaco o la somministrazione di una dose o del farmaco sbagliato.

Le falle organizzative sono frequenti e si verificano almeno una volta all’ora durante un singolo turno lavorativo di un infermiere nelle unità medico-chirurgiche; le falle organizzative possono causare serie conseguenze per i pazienti, come gli errori medici o le procedure che vengono applicate al paziente sbagliato o le cure prestate con grave ritardo. Ciò avviene quando il sistema non fornisce adeguate attrezzature, informazioni o risorse umane quando e dove sono necessarie agli infermieri che operano in prima linea. È noto che tutto ciò possa contribuire ad errori, cure ritardate e danni ai pazienti.

Le falle organizzative contribuiscono allo stress lavorativo, sono responsabili di una minore performance e perdita di soddisfazione professionale. Avere a che fare con le falle organizzative causa una perdita di tempo agli infermieri e rappresenta uno spreco di risorse che avrebbero potuto essere destinate ai pazienti e all’ospedale; il tempo dedicato da un infermiere ad affrontare e superare le falle organizzative, durante un turno lavorativo, oscilla tra il 10% e il 12%.

Osservazioni dirette, condotte durante un turno di 8 ore di un infermiere, hanno mostrato che una falla si verifica ogni 37 minuti ed il tempo necessario per superare ognuna di queste falle causa un ritardo medio delle cure di 5.5 minuti.

I punti principali

Lo scopo dello studio è stato quello di comprendere in maniera più approfondita qual è l’esperienza diretta degli infermieri in prima linea con le falle organizzative. Per tale finalità, sono stati arruolati 774 infermieri occupati in 67 differenti unità medico-chirurgiche di 23 ospedali americani.

Gli infermieri hanno riportato 27.298 casi di falle organizzative in 4497 turni lavorativi, ossia 6,07 falle organizzative per turno.

La più alta percentuale di falle organizzative (26.24%) è stata riscontrata nella categoria ‘attrezzature/forniture’. Esempi di falle organizzative appartenenti a questa categoria sono le attrezzature per il monitoraggio dei parametri vitali o quelle che forniscono informazioni sui pazienti o non le pompe ad infusione funzionanti, i computer lenti e le forniture mancanti.

A questa tipologia di falle organizzative sono seguite: quelle legate all’informazione/comunicazione (17.81%; ad esempio, una prescrizione illeggibile o gli errori di identificazione del paziente), alla somministrazione della terapia (17.46%; ad esempio, un ritardo nella risposta da parte della farmacia).

Perché è importante

Questo studio è il primo condotto su vasta scala ad aver arruolato direttamente gli infermieri nel rilevamento, in tempo reale, delle falle organizzative. Studi precedenti si sono basati su osservatori esterni per identificare le falle organizzative.

Gli infermieri possono avere un ruolo importante nell’individuare le falle organizzative che altrimenti non sarebbero osservabili e rimarrebbero, perciò, ignote all’organizzazione.

Le falle organizzative rilevate in questo studio sono in linea con quanto riportato in letteratura, sebbene siano stati utilizzati altri metodi.
Di particolare preoccupazione è l’elevata percentuale di falle organizzative connesse alla somministrazione dei farmaci, a causa dei potenziali danni a cui i pazienti potrebbero andare incontro. La complessità della distribuzione dei farmaci richiede un coinvolgimento multi-dipartimentale per consegnare i farmaci in modo affidabile.

I tentativi di miglioramento della qualità dei servizi sono stati fatti per identificare solo alcuni degli aspetti che si pensa siano responsabili della maggior parte di questi problemi, in base al principio di Pareto. L’ampia gamma delle falle organizzative e la diffusa natura delle loro cause, rende improbabile che i tentativi di miglioramento della qualità fatti possano affrontarle e superarle con con successo. Le falle nascono da numerosi fattori organizzativi, tra i quali vi è la mancata integrazione tra i vari dipartimenti.

L’eliminazione delle falle organizzative richiederà sforzi interfunzionali per ridefinire i processi lavorativi in modo che siano allineati con le necessità lavorative degli infermieri e il flusso delle cure del paziente.

La conoscenza approfondita delle falle organizzative da parte degli infermieri di prima linea può essere sfruttata dai manager per migliorare il sistema e rendere più affidabile l’assistenza sanitaria, migliorare la qualità e ridurre il tempo perso dagli infermieri per superare le falle organizzative.

Abstract