Considerazioni sulla sicurezza quando si imparano nuove procedure chirurgiche: un’indagine condotta sui chirurghi

Di che cosa parla l’articolo

Lo scopo di questo studio è stato quello di descrivere quali fossero i punti di vista di un chirurgo in merito al tempo di formazione necessario per l’apprendimento e l’implementazione in sicurezza di nuove procedure e tecnologie per la pratica chirurgica.
Il livello di formazione richiesto ad un chirurgo per implementare in sicurezza qualcosa di nuovo dipende dalla sua esperienza.
È stata indagata la relazione tra l’esperienza pregressa dei chirurghi e la formazione aggiuntiva necessaria per adottare in sicurezza una nuova procedura o tecnologia (laparoscopia o chirurgia robotica).

Per far ciò è stata disegnata una survey costituita da 22 domande per valutare come i chirurghi praticanti presso il Dipartimento di Chirurgia dell’Università del Michigan utilizzano i metodi di formazione disponibili quando apprendono nuove procedure o tecnologie e quali considerazione sulla sicurezza e di ordine etico sono associate alla loro implementazione.

I punti principali

Dall’agosto 2015 al luglio 2016, la survey è stata inviata via email a 150 chirurghi di differenti specialità. I rispondenti sono stati il 77% (116/150).

Per un chirurgo con esperienza di laparoscopia generale che sta valutando l’apprendimento di una procedura laparoscopica particolare, ad esempio la colecistectomia laparoscopica, per la quale ha esperienza solo di laparotomia, il 38% dei rispondenti ritiene che dovrebbe, come minimo, seguire l’intervento eseguito da un esperto, mentre il 33% vuole eseguire l’intervento sotto la supervisione di un mentore, per garantire la sicurezza prima dell’implementazione della nuova procedura.

Per un chirurgo senza esperienza di laparoscopia generale, ma con esperienza nell’esecuzione dell’intervento in laparotomia, il 35% dei rispondenti ritiene che il chirurgo debba seguire un percorso formativo ad hoc per imparare la procedura laparoscopica, mentre il 30% ritiene sufficiente l’esecuzione della nuova procedura sotto la supervisione di un mentore.
Per un chirurgo che non ha esperienza né in laparoscopia né in laparotomia nell’eseguire, ad esempio, la fundoplicatio secondo Nissen, il 60 % dei rispondenti ritiene che il chirurgo debba seguire un percorso formativo ad hoc, il 18% ritiene sufficiente l’esecuzione dell’intervento sotto la supervisione di un mentore.

Perché è importante

I risultati della survey indicano che un approccio formativo personalizzato potrebbe essere necessario per evidenziare più efficacemente eventuali divari nel background dei diversi chirurghi. Questo studio è il primo a documentare che questa opinione varia in base all’esperienza del chirurgo e che i chirurghi ritengono che una formazione più rigorosa, come dei percorsi formativi ad hoc, è necessaria per apprendere e implementare in sicurezza la laparoscopia.

Lo studio supporta l’idea che può essere necessario un addestramento pratico più rigoroso affinché i chirurghi possano apprendere una nuova procedura o tecnologia. La formazione dovrebbe anche essere personalizzata per tener conto dell’esperienza del singolo discente e, di conseguenza, dell’intensità della modalità di apprendimento.

Le implicazioni sulla sicurezza sono importanti, poiché molti chirurghi ora possono semplicemente seguire corsi nel fine settimana o utilizzare delle modalità di addestramento non particolarmente rigorose prima di implementare una nuova procedura o tecnologia.
I chirurghi dovrebbero tenere in considerazione i risultati provenienti da questo studio, riconoscere la loro esperienza precedente e cercare la formazione appropriata prima di implementare qualcosa di nuovo.

ABSTRACT