Comprendere le potenzialità della prescrizione elettronica per ridurre gli errori medici in pazienti psichiatrici non ospedalizzati

Di che cosa parla l’articolo

Gli errori medici in ambiti non ospedalieri sono relativamente comuni e possono essere causa di importanti effetti avversi. Gli studi volti a quantificare gli errori medici tra i pazienti psichiatrici sono limitati agli ambiti ospedalieri. Tuttavia gli errori medici in pazienti psichiatrici non ospedalizzati sono importanti dato che, tra gli adulti con condizioni psichiatriche, le cure sono erogate oltre sette volte più frequentemente in pazienti non ospedalizzati rispetto a pazienti ospedalizzati (25,4% vs 3,4%).
Prendere il farmaco sbagliato o prendere il farmaco giusto al dosaggio o alla frequenza sbagliata può causare danni ai pazienti, a volte irreparabili.
Tra le potenziali cause di errori medici, possono esserci quelli legati alla prescrizione scritta a mano, che può essere incompleta o non accurata, quelli legati alla vendita in farmacia, come ad esempio dispensare un farmaco sbagliato o gli errori legati al paziente stesso, come ad esempio, prendere il farmaco in modo discontinuo.

I punti principali

Ci si aspetta che l’integrazione dei record sanitari elettronici con la potenzialità della prescrizione elettronica riduca decisamente gli errori legati a prescrizioni illeggibili o a indicazioni incomplete e inaccurate.
Nel 2003 la legge statunitense sulla modernizzazione e miglioramento della prescrizione dei farmaci ha promosso una serie di programmi per incentivare la prescrizione elettronica. Sono stati introdotti incentivi economici per i prescrittori che avessero adottato strumenti per la prescrizione elettronica. Nel 2015 sono state inviate 1.41 miliardi di prescrizioni elettroniche, che rappresenta un incremento del 300% rispetto al 2010.
I risultati di studi osservazionali e di coorte suggeriscono che alcuni tipi di errori medici nei pazienti non ospedalizzati sono stati ridotti con l’introduzione della prescrizione elettronica. A fronte di alcuni evidenti aspetti positivi, la prescrizione elettronica non ha eliminato tutti gli errori medici nei pazienti non ospedalizzati.
La prescrizione elettronica ha ridotto, infatti, alcuni tipo di errori ma ne ha creati di nuovi, perché i medici possono ancora omettere alcuni aspetti cruciali di una prescrizione, come la dose o la durata o la prescrizione del farmaco sbagliato.

Perché è importante

Gli autori dell’articolo propongono diverse possibili soluzioni per ridurre l’errore medico in pazienti psichiatrici non ospedalizzati, nell’era della prescrizione elettronica:

1. Accelerare l’implementazione della prescrizione elettronica in alcuni ambiti critici: molti pazienti psichiatrici vengono curati privatamente, in ambiti non clinici, dove il sistema di prescrizione elettronica è visto come troppo dispendioso, ingombrante e complesso per giustificarne l’utilizzo. Perciò deve essere fatto qualunque sforzo per contenere i costi dei sistemi di prescrizione elettronica.

2. Identificare le falle nel sistema di prescrizione elettronica: l’interfaccia dei sistemi di prescrizione elettronica sono spesso non chiari, ridondanti e complessi, perciò è necessario rendere più chiara la grafica e l’interfaccia, inserire dei menù a tendina, ad esempio per la via di somministrazione e l’unità di misura della dose e pensare ad una modalità di calcolo automatico del farmaco somministrato (calcolato per la frequenza e il numero di giorni di prescrizione). Sarebbe inoltre utile rivedere il sistema di alert degli errori di prescrizione, ad esempio dei pop-up in caso di interazioni farmacologiche pericolose o di posologie errate.

3. Favorire l’interoperabilità tra i produttori di sistemi per la prescrizione elettronica: i pazienti si affidano spesso a più clinici che possono utilizzare differenti sistemi di prescrizione elettronica che non comunicano tra di loro. Questi sistemi, non omogenei tra di loro, aumentano il rischio di duplicazione del farmaco o di co-somministrazione di differenti farmaci. E’ stato proposto un sistema centralizzato di scambio di informazioni sanitarie che contenga la lista dei farmaci prescritti ad un determinato paziente che possa essere condiviso dai prescrittori, dai clinici, dai farmacisti e dagli stessi pazienti.

4. Migliorare l’interoperabilità dei sistemi di prescrizione elettronica con i sistemi elettronici delle farmacie: sebbene i prescrittori possono ricevere una conferma che una prescrizione elettronica sia stata trasmessa e ricevuta da una farmacia, non possono vedere comunque la lista dei farmaci comprati da un singolo paziente. I prescrittori dovrebbero poter vedere la lista dei farmaci acquistati da un determinato paziente in farmacia e permettere uno scambio veloce di informazioni tra il prescrittore e il farmacista, ad esempio tramite una chat, evitando di perdere tempo con telefonate.

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