Associazione tra l’Health Literacy e gli esiti postoperatori in pazienti sottoposti a chirurgia addominale maggiore

Di che cosa parla l’articolo?

L’Health Literacy (HL) nata negli Stati Uniti negli anni ‘80, secondo la definizione dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), rappresenta la capacità degli individui di avere accesso, comprendere e utilizzare le informazioni sanitarie per prendere decisioni con modalità̀ utili a promuovere ed a mantenere un buono stato di salute.

L’associazione tra HL ed outcome in pazienti con patologie croniche è nota, mentre sono scarsi i dati della letteratura scientifica che abbiano valutato il ruolo dell’HL sugli outcome postoperatori.

Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare l’influenza dell’HL sugli outcome postoperatori, utilizzando come indicatori la durata della degenza, gli accessi al pronto soccorso nei 30 giorni successivi l’intervento chirurgico e un nuovo ricovero a 90 giorni, in pazienti sottoposti ad interventi di chirurgia addominale maggiore.

I punti principali

Sono stati inclusi nello studio 1239 pazienti, di età superiore ai 18 anni, sottoposti ad interventi di resezione gastrica, del colon-retto, epatica o pancreatica, tra il novembre 2010 e il dicembre 2013. Sono stati inclusi interventi per forme benigne e maligne, in laparoscopia o in laparotomia.

Per valutare l’HL in questi pazienti è stato utilizzato uno strumento di screening, il BHLS, Brief Health Literacy Screen, un questionario costituito da 3 domande che necessita di 1 o 2 minuti per essere somministrato ai pazienti, i cui risultati vengono inseriti direttamente in un archivio medico digitalizzato.

Le tre domande del BHLS sono le seguenti:
1. Quanto ti senti sicuro di te stesso nel compilare da solo le schede sanitarie?
2. Quanto spesso hai bisogno di qualcuno che ti aiuti a leggere i materiali informativi dell’ospedale?
3. Quanto spesso hai problemi a capire quali siano le tue condizioni mediche a causa della difficoltà di comprendere le informazioni scritte?

Le risposte sono state classificate in base ad un punteggio compreso tra 3 e 15 punti, in BHLS basso (3-8 punti), BHLS medio (9-11 punti), BHLS medio-alto (12-14 punti) e BHLS alto (15 punti).

L’età media dei pazienti era di 57 anni, il punteggio medio del BHLS è stato di 12.9 punti e 13 erano gli anni di scolarizzazione media. Il 50.9% dei pazienti aveva un BHLS di punteggio alto, il 22.4% un BHLS medio-alto, 19.7% un BHLS medio e il 6.9 % un BHLS basso.
Il 59 % dei pazienti era stato sottoposto ad un intervento di resezione del colon-retto, il 19.1% a resezione epatica, il 17.4 % a resezione pancreatica ed il 4.1 % a resezione gastrica.

I risultati di questo studio dimostrano che bassi livelli di HL erano associati ad un aumento della durata della degenza postoperatoria, infatti i pazienti con un basso HL (BHLS: 3-8) rimanevano ricoverati, in media, 1 giorno in più rispetto a quelli con un HL alto (BHLS: 15).
I pazienti anziani che vengono dimessi con un accesso enterale posizionato chirurgicamente si sentono spesso inondati di nuove informazioni e istruzioni e portano con sé timori di essere incapaci di far fronte a potenziali complicazioni o difficoltà nella gestione domiciliare. Suggeriamo che ai pazienti chirurgici con bassi livelli di HL debba essere dedicato tempo e risorse aggiuntive affinché siano in grado di gestire in autonomia la loro disabilità, una volta dimessi dall’ospedale.

I risultati mostrano, inoltre, che l’HL non era associato ad outcome postoperatori, quali l’accesso al pronto soccorso nei 30 giorni successivi l’intervento chirurgico o un nuovo ricovero a 90 giorni. Questi risultati sono in contrasto con studi simili in cui si era valutata l’associazione tra HL ed outcome in pazienti con patologie croniche. Questo perché i pazienti chirurgici vengono controllati, di routine, entro 2 o 4 settimane dopo una dimissione, nella visita postoperatoria, di follow-up, il più delle volte dallo stesso team di chirurghi che ha eseguito l’intervento. Ciò permette di valutare non solo il recupero postoperatorio previsto, ma consente anche ai pazienti di affrontare eventuali problemi postoperatori. Questa visita postoperatoria precoce può svolgere un ruolo importante nella capacità del sistema sanitario di individuare e affrontare i problemi prima che si traducano in accesi al pronto soccorso non necessari o in casi di nuovi ricoveri ospedalieri; invece per i pazienti ricoverati per condizioni mediche acute non è prevista, in genere, una visita di routine post-dimissioni.

Perché è importante

Questi risultati mostrano un’opportunità per i sistemi sanitari di migliorare l’esperienza ospedaliera, ridurre i potenziali eventi avversi e ridurre i costi complessivi. Se i pazienti con un basso livello di HL all’interno di questa coorte potessero raggiungere la stessa durata della degenza del gruppo con HL elevato, si avrebbe un risparmio di 1 giornate/letto per paziente e l’ospedale risparmierebbe circa 61.000 dollari all’anno; lasciare anticipatamente i letti comporterebbe un’ulteriore capacità di ricovero, il che comporterebbe un aumento delle entrate per l’ospedale. Pertanto, se un paziente viene identificato e classificato con un basso livello di HL durante il periodo preoperatorio, ai medici viene data l’opportunità di prestare maggiore attenzione nell’assicurare la comprensione delle informazioni da parte del paziente. Qualsiasi strumento che permetta di identificare precocemente i pazienti con HL basso, può offrire un’opportunità di interventi per ottenere una durata della degenza ospedaliera più breve. Ad esempio, questo si potrebbe ottenere utilizzando anche video-tutorial, un linguaggio meno tecnico e rallentando o ripetendo le indicazioni mediche.

Abstract